Recensione di HALF A SOUL di Olivia Atwater
Autrice: Olivia Atwater
Data di pubblicazione: 30 aprile 2024
Editore: Rizzoli
Pagine: 384
Trama:
Recensione:
Nella raffinata Inghilterra Regency, Theodora Ettings cerca soltanto di sopravvivere alle rigide convenzioni sociali e di evitare scandali che potrebbero compromettere la sua reputazione. Ma quando entra in contatto con il mondo degli esseri fatati, la sua vita cambia per sempre: una maledizione le porta via metà dell’anima, rendendola diversa agli occhi di una società che non perdona chi non si comporta secondo le regole. Sarà l’incontro con Lord Elias Wilder, un mago tanto potente quanto burbero, a trascinarla in un mondo fatto di magia, segreti e situazioni inaspettate. Tra battibecchi, pregiudizi e sentimenti che nessuno dei due sembra intenzionato ad ammettere, Dora scoprirà che forse non serve avere un’anima intera per trovare il proprio posto nel mondo, nemmeno per innamorarsi.
Avevo sentito parlare benissimo di questo libro e, dopo averlo letto, posso finalmente confermare tutto l'entusiasmo che lo circonda: l'ho adorato. Davvero, in ogni sua singola parte.
Si tratta di un regency romance con elementi fantasy che mi ha conquistata fin dalle prime pagine. L'autrice riesce a mescolare alla perfezione l'eleganza e le convenzioni dell'Inghilterra Regency con la magia, il folklore fatato e un pizzico di ironia, creando un'atmosfera che ha tutto il fascino delle fiabe, ma senza rinunciare a una certa profondità.
La protagonista, Dora, perde metà della propria anima a causa degli esseri fatati e da quel momento si ritrova a essere considerata strana, inappropriata e persino sconveniente. Le sue reazioni emotive non corrispondono a quelle che la società si aspetta da una giovane donna della sua posizione: Dora non sempre comprende le convenzioni sociali, non si preoccupa di ciò che dovrebbe scandalizzarla e fatica a fingere emozioni che non prova. In un mondo in cui l'apparenza conta più di qualsiasi altra cosa, tutto questo la rende un personaggio decisamente fuori dagli schemi.
Ed è proprio qui che entra in gioco Lord Elias Wilder, il famigerato Lord Sorcier, un uomo che non ha alcuna intenzione di compiacere la buona società. Il suo carattere burbero, il suo sarcasmo e il suo modo di porsi lo rendono irresistibile, soprattutto quando si trova a interagire con Dora.
Ma, prima di parlare della loro relazione, voglio soffermarmi su ciò che ho apprezzato maggiormente di questa storia: la capacità di raccontare temi profondi attraverso una narrazione apparentemente leggera e fiabesca.
Uno degli aspetti che mi ha colpita di più è il modo in cui viene affrontato il tema della diversità. Dora è considerata strana perché non reagisce alle situazioni come ci si aspetterebbe da lei, perché non segue sempre le regole non scritte della società e perché non riesce a conformarsi a ciò che viene considerato appropriato. Eppure, leggendo la storia, mi sono ritrovata a pensare che il problema non è Dora, ma il mondo che la circonda. La sua condizione la rende diversa, certo, ma non le impedisce di vivere, di costruire rapporti con gli altri, di provare affetto o di desiderare una vita piena. Sono soprattutto le aspettative sociali a trasformare le sue particolarità in qualcosa di sbagliato, qualcosa che deve essere nascosto, corretto o giudicato. Ed è un concetto che ho trovato bellissimo: quanto di ciò che consideriamo normale è davvero naturale e quanto, invece, è il risultato delle regole che la società ci impone?
Dora ci dimostra che non è necessario essere conformi alle aspettative altrui per meritare amore, rispetto e felicità. Non deve diventare una persona diversa per trovare il proprio posto nel mondo, né deve necessariamente imparare a comportarsi come tutti gli altri per essere degna di essere accettata. È il mondo intorno a lei, piuttosto, a dover mettere in discussione i propri pregiudizi. E trovo che questo messaggio sia ancora estremamente attuale. Quante volte, anche oggi, chi non si conforma alle aspettative viene considerato strano, difficile o sbagliato? Quante volte cerchiamo di adattarci a ciò che gli altri si aspettano da noi, finendo per nascondere parti di noi stessi pur di essere accettati? Attraverso Dora, il libro ci ricorda che essere diversi non significa essere inferiori e che, forse, il vero problema non è sempre chi non riesce ad adattarsi, ma una società che lascia così poco spazio a chi non rientra nei suoi schemi.
Ed è proprio questo contrasto a rendere il libro ancora più significativo: la magia appartiene al mondo fantastico, ma le ingiustizie che racconta sono terribilmente reali.
E poi ci sono Dora ed Elias. E io li ho AMATI! Arriviamo alla parte che mi ha fatto battere il cuore: la relazione tra i protagonisti. Sapete quanto io ami le storie in cui due personaggi apparentemente incompatibili finiscono per trovare l'uno nell'altra qualcosa che nessun altro sembra riuscire a vedere? Ecco, qui ho trovato esattamente ciò che cercavo! Dora ed Elias sono entrambi, in modi diversi, ai margini della società. Lei perché la sua condizione la rende incapace di aderire pienamente alle aspettative sociali, lui perché il suo carattere, la sua reputazione e il suo atteggiamento lo hanno portato a isolarsi dal mondo che lo circonda. Sono due persone che non sembrano appartenere davvero al loro ambiente, due individui che hanno imparato a convivere con il giudizio degli altri e che, almeno in parte, hanno smesso di preoccuparsi di essere accettati.
Eppure, quando si incontrano, qualcosa cambia. Quello che amo della loro dinamica è che il loro legame non nasce dal tentativo di trasformare l'altro in qualcuno di diverso. Al contrario, imparano gradualmente a conoscersi e a riconoscersi, andando oltre le prime impressioni e le etichette che il mondo ha appiccicato loro addosso. Si incontrano proprio in quelle parti di sé che gli altri faticano ad accettare. E non è forse una delle cose più belle dell'amore? Trovare qualcuno davanti al quale non sentirsi obbligati a recitare una parte, qualcuno che non ci chieda di essere diversi per poterci apprezzare davvero?
Ho adorato i loro scambi, il contrasto tra i loro caratteri e il modo in cui il loro rapporto si sviluppa. C'è ironia, c'è tenerezza e c'è quella sensazione meravigliosa di vedere due persone che, senza nemmeno rendersene conto, finiscono per diventare importanti l'una per l'altra.
In conclusione Half a Soul è stata una lettura che mi ha conquistata sotto ogni punto di vista. Ho amato l'ambientazione Regency, gli elementi fantastici, l'ironia, i protagonisti e soprattutto la loro relazione. Ma ho apprezzato altrettanto la profondità dei temi affrontati e la capacità dell'autrice di inserire riflessioni importanti all'interno di una storia che conserva tutta la leggerezza e il fascino di una fiaba. È uno di quei libri che riescono a farti sorridere per una scena romantica, a farti innamorare dei personaggi e, poco dopo, a lasciarti con qualcosa su cui riflettere.
SUPER CONSIGLIATO!


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