Recensione BINDING 13 di Chloe Walsh

Buongiorno lettori, oggi vi parlerò del libro Binding 13, il primo volume della serie romance Boys of Tommen.

recensione del libro binding 13 di chloe walsh

Titolo: Binding 13 (Boys of Tommen Vol.1)

Autrice: Chloe Walsh

Data di pubblicazione: 10 ottobre 2023

Editore: De Agostini

Pagine: 944


Trama:

Johnny Kavanagh è una promessa del rugby: nato per brillare sul campo, è una forza della natura, nulla può far vacillare le sue certezze, distrarlo dalla sua scalata verso il successo.
Nulla, tranne il tiro sbagliato che farà scontrare il suo mondo con quello della nuova arrivata al Tommen College, la misteriosa e complicata Shannon Lynch.
Chi è davvero quella ragazza dagli occhi tristi che tenta con tutta se stessa di essere invisibile?
Per Shannon la vita non è mai stata facile, né a scuola né a casa.
Al Tommen spera di ricominciare da zero, ma non è semplice liberarsi di un passato tanto oscuro, dei demoni che la tormentano da sempre.
Finché non viene presa alla sprovvista da un incontro capace di scuotere le mura che con tanta fatica ha alzato attorno a sé.
Negli occhi di Johnny riconosce subito un'inquietudine simile alla sua, e non può fare a meno di venirne catturata.
Tra violenza, passione, rabbia e segreti impronunciabili, entra in campo un'attrazione che non conosce regole, che rischia di sconvolgere irreversibilmente il match delle loro vite.

Recensione:

Johnny Kavanagh è una promessa del rugby, Shannon Lynch è una ragazza che, invece, vorrebbe soltanto riuscire a passare inosservata e, possibilmente, scomparire. Due mondi apparentemente lontanissimi che finiscono per incontrarsi e, inevitabilmente, cambiarsi a vicenda. Tra rugby, amicizie, famiglia, traumi, violenza, segreti, prime volte, paure e ferite profonde, nasce una storia che va ben oltre una semplice storia d’amore.

Questo libro è così famoso, così chiacchierato sui social e così amato da tantissime persone che mi sono avvicinata con parecchio scetticismo. Diciamo che, dopo alcune esperienze passate con libri super acclamati online, avevo imparato a non fidarmi troppo dell’hype.

Mai mi sono sbagliata così tanto in vita mia. Perché ragazzi, HO AMATO ALLA FOLLIA QUESTO LIBRO. E adesso capisco tutto. Capisco l’hype, capisco perché per così tante persone sia una delle letture preferite di sempre, capisco perché siano tutti ossessionati da questi personaggi e, soprattutto, capisco perché continuino a parlare di questa storia anche dopo averla terminata.

Perché Binding 13 non è semplicemente una storia che leggi e poi metti da parte. È una storia nella quale entri. E quando arrivi alla fine hai quasi la sensazione di aver lasciato indietro delle persone che, per 900 pagine, hanno fatto parte della tua vita.

Una delle cose che ho amato di più è proprio il modo in cui Chloe Walsh costruisce i suoi personaggi. Sono imperfetti, complicati, a volte frustranti, fanno errori, prendono decisioni discutibili, si arrabbiano, hanno paure e insicurezze. Non sono semplicemente “il ragazzo perfetto” e “la ragazza perfetta” che si incontrano e si innamorano. Sembrano persone vere. E questa è una delle cose che, secondo me, rende la storia così coinvolgente. Le loro vite non ruotano esclusivamente intorno alla relazione. Hanno famiglie, amici, problemi personali, traumi, sogni e paure. E tutto questo contribuisce a creare una storia che sembra molto più grande della semplice componente romance. È una di quelle storie che, per quanto possa essere romanzata, ti fanno pensare: sì, questa cosa potrebbe davvero succedere. E proprio per questo è impossibile non affezionarsi.

Ma parliamo dei personaggi. Partiamo da Shannon, perché ha conquistato un posto speciale nel mio cuore. Questa ragazza mi ha fatto venire voglia di entrare nel libro, abbracciarla e proteggerla da qualsiasi cosa. Shannon è fragile, insicura e porta addosso un peso enorme. Ha vissuto e sta vivendo situazioni che nessun adolescente dovrebbe mai trovarsi ad affrontare e questo si riflette inevitabilmente nel suo modo di essere, di relazionarsi con gli altri e soprattutto di vedere se stessa. Nonostante tutto quello che le succede, però, c’è una forza dentro di lei che emerge poco alla volta. E credo sia proprio questo che me l'ha fatta amare così tanto. Non è una protagonista che improvvisamente diventa invincibile. Non supera tutto dall’oggi al domani. Non basta incontrare la persona giusta per cancellare quello che ha vissuto. Il suo percorso è lento, difficile e pieno di passi avanti e passi indietro. Ed è proprio per questo che l’ho trovato così realistico. Mi sono affezionata a lei quasi immediatamente e, pagina dopo pagina, è diventata la mia protetta ufficiale. Io voglio solo vederla felice. Voglio che riesca a capire quanto vale, che riesca a trovare un po’ di serenità e che finalmente possa avere accanto persone che la facciano sentire al sicuro. E sì, probabilmente sono diventata emotivamente coinvolta fin troppo.

E poi c'è Johnny Kavanagh. Io sono semplicemente INNAMORATA. Johnny è il golden boy per eccellenza. Il ragazzo che sembra avere tutto: talento, popolarità, amici, una famiglia che lo sostiene, una grande passione e un futuro apparentemente già scritto davanti a sé. È il classico personaggio che sulla carta dovrebbe essere semplicemente il ragazzo perfetto. E invece no. Perché Johnny ha anche lui i suoi problemi, le sue insicurezze, le sue paure e i suoi difetti. Si arrabbia, sbaglia, fa cazzate e soprattutto possiede una mentalità tutta sua. Eppure proprio queste imperfezioni me lo hanno fatto amare ancora di più. Perché non è soltanto il classico book boyfriend costruito per essere perfetto. È un adolescente. Ha diciassette anni, commette errori, deve ancora crescere e deve imparare a gestire emozioni e situazioni che spesso sono più grandi di lui. E credo che sia proprio questo a renderlo così credibile.

Poi, ovviamente, quando si tratta di Shannon... ciaone. Il modo in cui si prende cura di lei, il modo in cui cerca di comprenderla e il modo in cui lentamente riesce a diventare una presenza importante nella sua vita mi ha sciolta completamente.

E arriviamo infatti alla parte che più mi ha conquistata: la loro storia. Uno slow burn di quasi 900 pagine. Novecento. E sapete qual è la cosa assurda? Non mi è sembrato troppo. Anzi. All’inizio pensavo che una storia così lunga avrebbe potuto risultare pesante o trascinata, invece ho finito per apprezzare tantissimo la scelta dell’autrice di prendersi tutto questo tempo. Perché Johnny e Shannon non potevano innamorarsi in tre capitoli. Non sarebbe stato credibile. Shannon ha bisogno di tempo per fidarsi delle persone. Ha bisogno di sentirsi al sicuro. Ha bisogno di imparare che non tutti vogliono farle del male. Johnny, dall’altra parte, ha bisogno di conoscerla davvero, di capire che dietro il suo silenzio c’è molto più di quello che sembra e di imparare a rapportarsi con lei nel modo giusto.
Quindi sì, quelle 900 pagine servono. Servono per costruire il loro rapporto. Servono per farci vedere ogni piccolo passo avanti. Uno sguardo, una conversazione, un gesto, una piccola conquista diventano importanti proprio perché sappiamo quanto sia difficile per loro arrivare a quel punto. E questo ha fatto sì che io fossi completamente investita nella loro relazione. Non avevo bisogno che succedesse tutto subito. Volevo semplicemente stare con loro. Conoscerli. Vederli crescere. Vederli cambiare. Vederli imparare a fidarsi l’uno dell’altra. E soprattutto volevo capire dove sarebbe arrivata la loro storia.

Il problema è che la loro storia non è ancora finita. E adesso io ho bisogno del seguito. SUBITO. Perché dopo tutto quello che ho vissuto insieme a loro, non posso semplicemente salutarli e andare avanti con la mia vita come se niente fosse.

Un’altra cosa che ho adorato è il gruppo di personaggi secondari. Gli amici di Johnny non sono semplicemente comparse messe lì per riempire le pagine. Hanno personalità, dinamiche, battute e rapporti che rendono il gruppo estremamente divertente. E soprattutto GIBS. Gibs, ti adoro. Ogni volta che compariva riusciva a farmi sorridere e alleggerire anche i momenti più pesanti. In generale ho apprezzato tantissimo l’amicizia che si crea tra questi ragazzi. È rumorosa, caotica, a volte assolutamente folle, ma anche molto affettuosa. E adesso sono sinceramente curiosa di conoscere meglio tutti loro e di vedere come continueranno le loro storie.

Quello che sicuramente non posso dire di questo libro è che mi abbia lasciata indifferente.

Mi ha fatto sorridere. Mi ha fatto ridere. Mi ha fatto arrabbiare. Mi ha fatto soffrire. Mi ha fatto venire voglia di abbracciare i personaggi e, in alcuni momenti, anche di scuoterli. E per me questa è una delle cose più belle che una lettura possa fare. Non cerco necessariamente libri perfetti. Cerco libri che mi facciano provare qualcosa. E Binding 13 ci è riuscito perfettamente.

È una storia imperfetta, proprio come i suoi protagonisti, ma forse è esattamente questa la sua forza. Non parla solo di innamorarsi. Parla di crescere, di imparare a fidarsi, di amicizia, famiglia, traumi, fragilità, paure e seconde possibilità. Parla di ragazzi che stanno cercando di capire chi sono mentre affrontano situazioni che spesso sono molto più grandi di loro. E soprattutto parla di personaggi che, pagina dopo pagina, riescono a entrarti sotto pelle.

Non vedo l’ora di continuare la storia di Johnny e Shannon, di scoprire cosa succederà loro e di conoscere ancora meglio tutti gli altri personaggi. Perché ormai sono emotivamente coinvolta e non c’è più via di fuga.

Questa è sicuramente una di quelle letture che mi rimarranno nel cuore. E dopo aver passato 900 pagine insieme a questi ragazzi, posso dirlo senza alcun dubbio: adesso capisco l’hype.


recensione del libro binding 13 di chloe walsh

Voto:

★★★★★

Tropes: romance, friends to lovers, slow burn, trauma

Spicy: no


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