Recensione PERCY JACKSON. IL LADRO DI FULMINI di Rick Riordan

Buongiorno lettori, oggi vi parlerò del libro Percy Jackson. Il ladro di fulmini, il primo volume della saga urban fantasy per ragazzi Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo.

recensione del libri percy jackson. il ladro di fulmini di rick riordan

Titolo: Percy Jackson. Il ladro di fulmini (Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo Vol.1)

Autrice: Rick Riordan

Data di pubblicazione: 26 gennaio 2010

Editore: Mondadori

Pagine: 368


Trama:

Percy Jackson, abituato ai peggiori bulli e con un record di espulsioni da sei scuole in sei anni, è un esperto nel mettersi nei guai.
Ma quando la professoressa di matematica si trasforma in una Furia per ucciderlo e mostri e divinità sembrano irrompere nella sua vita dai libri di mitologia, iniziano i guai seri!
In fuga dal pericolo, Percy raggiungerà il Campo Mezzosangue, uno speciale campo di addestramento, dove farà due sorprendenti scoperte: il padre, che credeva perduto, è nientemeno che Poseidone, il dio del mare, che l'ha generato con una donna mortale facendo di lui un semidio, ma, soprattutto, Percy è sospettato di aver rubato la Folgore di Zeus.
E ha solo dieci giorni per riportarla sull'Olimpo, prima che una guerra trascini il mondo nel caos. Percy non ha scelta: dovrà scendere negli Inferi con il satiro Grover e la figlia di Atena, Annabeth, per trovare il vero ladro.
Ma la profezia dell'Oracolo incombe: un amico lo tradirà, e il suo gesto potrebbe far sorgere una minaccia più potente degli dei.

Recensione:

Percy Jackson scopre di essere un semidio, figlio di Poseidone, e viene accusato di aver rubato la Folgore di Zeus. Insieme a Grover e Annabeth ha solo dieci giorni per trovare il vero ladro, riportare la Folgore a Zeus e, soprattutto, scongiurare una guerra tra gli dèi dell’Olimpo. Come se non fosse già abbastanza, una misteriosa profezia annuncia un tradimento e lascia intendere che, durante la missione, nulla sarà esattamente come sembra.

Ed è proprio da qui che inizia una delle saghe fantasy che, almeno per me, hanno avuto un impatto enorme sulla mia vita da lettrice.

Ho letto Percy Jackson e il ladro di fulmini per la prima volta a 14 anni e, quasi dieci anni dopo, eccomi qui a rileggere l’intera serie dall’inizio. Ho deciso di farlo per diversi motivi: innanzitutto perché questa saga occupa un posto davvero speciale nel mio cuore. È una di quelle storie che non considero semplicemente “un libro che mi è piaciuto”, ma una delle letture che hanno contribuito a farmi innamorare della lettura in generale.

E poi, diciamocelo, tra qualche mese uscirà la terza stagione della serie TV e quale momento migliore per tornare alle origini e rivivere tutta la storia?

Rileggendolo quasi dieci anni dopo, ovviamente, mi sono accorta di cose che a 14 anni non avevo notato. È evidente che il libro sia stato scritto pensando principalmente a un pubblico più giovane e, da adulta, alcuni aspetti risultano inevitabilmente più semplici rispetto a come li ricordavo. Lo stile è molto scorrevole, il ritmo è veloce e la narrazione è costruita in modo da tenere sempre alta l’attenzione del lettore.

Ma sapete una cosa? Non mi interessa se non sono più in target.
Perché anche se oggi riesco a riconoscere i limiti che può avere una storia pensata per ragazzi, questo non cambia minimamente il valore che ha per me. Anzi, rileggere questo libro da adulta mi ha fatto capire ancora di più quanto sia importante il legame che possiamo creare con alcune storie durante l’adolescenza.

E comunque, lo dico una volta sola: IO NON ACCETTO CRITICHE SU QUESTA SERIE. NEMMENO A DIECI ANNI DI DISTANZA.

Una delle cose che amo di più di questa storia è il modo in cui Rick Riordan riesce a prendere la mitologia greca, qualcosa che potrebbe sembrare lontano e difficile da comprendere, e trasformarla in qualcosa di divertente, moderno e accessibile.

Zeus, Poseidone, Ade, Atena, Medusa, le Furie, il Minotauro... tutti quei nomi e quei miti che magari avevamo sentito a scuola diventano improvvisamente parte di un’avventura piena di mostri, combattimenti e colpi di scena. E la cosa bella è che, mentre leggi, impari continuamente qualcosa senza nemmeno rendertene conto. Io stessa, quando l’ho letto per la prima volta, ricordo di essermi appassionata tantissimo alla mitologia greca proprio grazie a questa saga.

Ma Percy Jackson non è soltanto mitologia e azione. Al centro della storia ci sono soprattutto i personaggi e i rapporti che costruiscono tra loro. L’amicizia tra Percy, Grover e Annabeth è uno degli aspetti che preferisco della serie. Sono tre personaggi molto diversi, con personalità, paure e obiettivi differenti, ma proprio per questo riescono a completarsi alla perfezione.

Percy è impulsivo, sarcastico, spesso si butta nelle situazioni senza pensarci troppo, ma è anche estremamente leale e disposto a rischiare tutto per le persone a cui vuole bene. Annabeth è intelligente, determinata e ambiziosa, mentre Grover porta una componente più ironica e tenera alla storia, pur dimostrando più volte di avere molto più coraggio di quanto lui stesso creda.

E forse è proprio questo che rende la loro avventura così bella: non sono eroi perfetti. Sono ragazzi che si ritrovano improvvisamente catapultati in un mondo molto più grande di loro e devono imparare a capire chi sono, di chi possono fidarsi e cosa sono disposti a fare per le persone che amano.

Anche il tema della famiglia ha un ruolo molto importante e, rileggendo il libro oggi, ho apprezzato molto di più alcuni aspetti che da adolescente probabilmente avevo dato per scontati. Percy non deve solo affrontare mostri e dèi: deve anche fare i conti con la propria identità, con il rapporto con i genitori e con la sensazione di non appartenere davvero a nessun posto. La sua scoperta di essere un semidio, quindi, non rappresenta semplicemente l'inizio di una grande avventura. È anche l'inizio di un percorso di crescita e di scoperta di sé.

E poi c'è l'azione. TANTA AZIONE. Succede sempre qualcosa. Mostri, inseguimenti, combattimenti, viaggi, incontri con gli dèi e situazioni assurde in cui Percy e i suoi amici sembrano riuscire a cacciarsi continuamente.

Il ritmo è probabilmente uno degli elementi che ho apprezzato di più durante questa rilettura: è una storia che si legge velocemente e che riesce a non diventare mai pesante. Anche quando la trama si concentra maggiormente sulla mitologia e la spiegazione di miti e leggende, c'è sempre qualcosa che ti spinge a voler sapere cosa succederà nella pagina successiva.

E poi ci sono tutti quei piccoli dettagli che rendono il mondo di Percy Jackson così particolare: il modo in cui la mitologia greca viene inserita nel mondo moderno, l'idea che gli dèi continuino a esistere e che gli esseri umani semplicemente non siano in grado di accorgersene, il Campo Mezzosangue e tutto ciò che ruota attorno alla vita dei semidei. È un mondo che, soprattutto se lo si scopre da adolescenti, riesce davvero a farti sognare.

Se sei una ragazza giovane e ti stai avvicinando alla lettura, ti prego: leggi questa serie. Per me è stata una di quelle saghe capaci di dimostrarmi quanto possa essere bello perdersi completamente dentro una storia. È stata una delle letture che mi ha fatto venire voglia di continuare a leggere, di scoprire nuovi mondi e di affezionarmi ai personaggi. E proprio per questo mi sento di consigliarla anche alle ragazze e ai ragazzi che, come me, hanno ormai superato i vent'anni. Non lasciatevi scoraggiare dal fatto che sia una saga per ragazzi.

Sì, rileggendola da adulta mi sono resa conto che alcune cose sono più semplici rispetto a come le ricordavo. Ma questo non significa che una storia debba essere necessariamente pensata per adulti per poter essere apprezzata da un adulto. A volte abbiamo semplicemente bisogno di tornare a quelle storie che ci hanno fatto stare bene.

E forse è proprio questo il bello delle riletture: non ritrovi soltanto il libro, ritrovi anche la persona che eri quando lo hai letto per la prima volta. A 14 anni leggevo Percy Jackson e vedevo soprattutto l'avventura, i mostri, gli dèi e la mitologia. Oggi, quasi dieci anni dopo, mi ritrovo a guardare la stessa storia con occhi diversi, soffermandomi molto di più sui personaggi, sulle loro relazioni e sui temi che affronta.

Ma una cosa non è cambiata: l'affetto che provo per questa serie. Sarò sicuramente di parte, perché Percy Jackson ha un posto enorme nel mio cuore, ma penso sinceramente che questa saga sia molto più di “alcuni ragazzini che vanno in giro a salvare vite”. È una storia di amicizia, famiglia, crescita, coraggio, sacrificio, appartenenza e scoperta di sé. È una storia che parla di ragazzi che si trovano davanti a responsabilità enormi e che, nonostante la paura, scelgono comunque di andare avanti. E forse è proprio per questo che continua a funzionare anche a distanza di anni.

Quindi sì, probabilmente oggi non sono più il pubblico a cui questo libro è principalmente rivolto. Ma non importa. Perché alcune storie non smettono di essere importanti solo perché siamo cresciuti. E Percy Jackson per me è decisamente una di quelle.

Non vedo l'ora di continuare la rilettura della serie e di tornare ancora una volta al Campo Mezzosangue, ritrovare Percy, Annabeth e Grover e vivere nuovamente tutte quelle avventure che, quasi dieci anni fa, mi hanno fatto innamorare della lettura.

E spero davvero che, se non avete mai letto questa saga, possiate darle una possibilità. Magari diventerà anche per voi una di quelle storie che, anni dopo, vi farà venire voglia di tornare indietro nel tempo.


recensione del libri percy jackson. il ladro di fulmini di rick riordan

Voto:

★★★★★

Tropes: YA urban fantasy, mitologia greca

Spicy: no


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