Recensione TICK TOCK di Jane Harvey Berrick
Autrice: Jane Harvey Berrick
Data di pubblicazione: 18 aprile 2026
Editore: Hope Edizioni
Pagine: 349
Trama:
Mi chiamo James Spears e sono un operatore EOD. Explosive. Ordnance. Disposal.
Quando gli altri fuggono, io vado incontro al pericolo, calmo e concentrato. È l’unico modo che ho per restare vivo.
Sono un esperto nella neutralizzazione di esplosivi. O un pazzo, un uomo che ha istinti suicidi: sono tutte definizioni che ho già sentito, e non me ne frega niente. Sono il migliore in quello che faccio, e questo mi basta.
Dicono che non abbia sangue nelle vene, ma ghiaccio. Dicono che non sappia cosa significhi essere nervoso. Lo credevo anch’io, finché non ho incontrato Amira sulla mia strada.
Suo fratello è stato ucciso quando l’ospedale siriano dove lavorava come medico è stato colpito da una bomba, e ora l’odio brucia come un’alta fiamma, dentro di lei. Reclutata dalla CIA per infiltrarsi in una cellula terroristica nelle campagne della Pennsylvania, Amira è l’agente sotto copertura perfetta.
Mi hanno chiesto di addestrarla a diventare letale. In un campo segreto nei boschi, il mio compito è insegnarle tutto quello che so su come si fabbricano le bombe. Nient’altro.
E intanto, mi chiedo dove sia finito il mio sangue di ghiaccio. E come troverò il coraggio di vederla partire per una missione potenzialmente suicida.
Recensione:
James Spears è un operatore EOD, uno specialista nel disinnesco di ordigni esplosivi: il tipo di persona che va dove tutti gli altri scappano. Freddo, controllato, razionale al punto da sembrare impenetrabile, ha costruito la sua vita attorno al rischio e al sangue freddo. E proprio per questo non immagina nemmeno che qualcosa, o qualcuno, possa mai davvero destabilizzarlo.
Poi arriva Amira, una ragazza che deve essere addestrata da lui per infiltrarsi in una cellula terroristica. Una missione complessa, pericolosa, fatta di identità da costruire e bugie da sostenere. Ma tra tensione, addestramento e situazioni sempre più rischiose, tra i due cresce anche un’attrazione difficile da ignorare. E così la vera sfida non è solo sopravvivere alla missione, ma anche non perdersi dentro ciò che provano.
Il mio parere su questo libro è decisamente contrastante.
Da un lato ho apprezzato molto la scrittura dell’autrice e soprattutto l’ambientazione. Tutta la parte legata agli EOD e alle operazioni sotto copertura è estremamente interessante e dettagliata. Si percepisce chiaramente il lavoro di ricerca dietro ogni descrizione: dagli ordigni esplosivi alle dinamiche operative, tutto è raccontato con un realismo che rende la lettura coinvolgente. Questa componente tecnica e “militare” è stata senza dubbio la parte che mi ha catturata di più e che mi ha spinta a proseguire con curiosità.
Dall’altro lato, però, la storia romantica e narrativa non è riuscita a coinvolgermi fino in fondo. Nonostante la premessa fosse molto promettente, ho faticato a entrare davvero in sintonia con alcuni elementi della trama. Forse per una mia mancanza di conoscenza riguardo alla religione trattata e anche perché la protagonista femminile non è riuscita a entrarmi nel cuore come avrei sperato. Anche se non posso dire che non sia un personaggio interessante.
E poi c’è il finale, che definire “aperto” è un eufemismo. Chiudere una libro in quel modo dovrebbe essere vietato. Per fortuna i due volumi sono stati pubblicati insieme, altrimenti l’attesa sarebbe stata insostenibile.
Nonostante le mie perplessità, leggerò sicuramente il secondo libro. Sono curiosa di capire come si evolverà la storia, soprattutto per quanto riguarda James, che è senza dubbio il personaggio che ho trovato più interessante.
In conclusione, non è stata la lettura dell’anno per me, ma resta comunque un romanzo particolare e interessante, soprattutto per la parte dedicata al mondo degli EOD.
Voto:
Tropes: military romance, forced proximity, slow burn
Spicy: poco
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